Hotel Artemide

Luogo: Roma - Italy
Architetto: Franco Bernardini

Il progetto di restyling dell'albergo è stato effettuato considerando l'alto valore di alcune preesistenze, quindi la scelta dei materiali e delle tecniche decorative è stata effettuata in considerazione del rapporto tra gli elementi nuovi e quelli antichi. L'ipotesi di mantenere le preesistenze non è stata considerata un condizionamento ma piuttosto una sfida e uno stimolo nella ricerca di soluzioni e abbinamenti di toni e materiali. I colori sono stati selezionati nella palette dei grigi, per consentire di realizzare una base neutra sulla quale le nuances dei materiali conservati potessero convivere senza creare contrasti.

Il pavimento esistente era gravemente danneggiato da alcune cavillature sorte nel tempo per effetto probabilmente di assestamenti strutturali del fabbricato e da umidità di risalita capillare, poiché parte del pavimento del piano terra è controterra. L'intervento di restyling inoltre doveva essere concentrato in un tempo particolarmente breve -40 giorni- e non consentiva la rimozione del vecchio pavimento e del relativo massetto. Queste priorità ci hanno fatto orientare la scelta verso un gres porcellanato di ultima generazione e grandissimo formato, con spessore sottile e una superficie levigata Shiny a effetto marmo Statuario Altissimo, da incollare sul pavimento preesistente. La dimensione delle lastre di cm 300 x 150, ha richiesto una particolare cura nella movimentazione e taglio del materiale, che è stato posato con una fuga ridotta, e ricorda nel modo più verosimile possibile un pavimento in marmo di grande pregio, con i vantaggi di un materiale tecnico sia in termini di posa che di manutenzione. Lo zoccolo perimetrale, le scale e gli imbotti, sono stati realizzati in marmo Silver Grey del Kenya mentre al centro della sala principale è stato posato un mosaico che evoca quello dei pavimenti basilicali realizzati da questa famiglia di "marmorari" romani fra il XII e il XIII secolo, utilizzando i reperti romani che affioravano dal sottosuolo dell'antichità.

Gli arredi preesistenti in legno sono stati trattati con una tecnica decorativa che ricorda la fibra di un tessuto, le porte e il banco reception sono stati rivestiti con pannelli in MDF intagliato con una tecnica tridimensionale che fa vibrare la superficie in modo quasi organico, laccati con una verniciatura color peltro. Gli apparecchi di illuminazione decorativa sono stati realizzati su disegno e il lampadario principale in vetro di Murano rosso realizzato dal maestro Luca Fornasier.

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